I 10 migliori linguaggi di programmazione nel 2020

I 10 migliori linguaggi di programmazione nel 2020

A distanza di un anno dalla “precedente edizione“, è giunto il momento di stilare una classifica dei 10 migliori linguaggi di programmazione del 2020. Che tu sia un aspirante programmatore, un appassionato o un Ingegnere che vuole imparare qualcosa di nuovo, conoscere i linguaggi di programmazione più in voga al momento può esserti d’aiuto.

Ti ricordo che questa classifica è puramente personale. Non esiste un linguaggio migliore di un altro in senso assoluto, così come non c’è un “linguaggio supremo”. Niente di tutto questo. Al contrario, ci sono degli “attrezzi” particolarmente indicati per uno scopo.

Ecco, quindi, che conoscere più linguaggi di programmazione ti permette di scegliere il più adatto per ciò che devi fare. Anzi, probabilmente ne sceglierai più di uno, così da realizzare – diciamo “programmare” – al meglio i tuoi servizi. Ma non perdiamoci in ulteriori chiacchiere: ecco i dieci migliori linguaggi di programmazione nel 2020!

#10 Ruby

Il linguaggio open source che punta tutto – o quasi – sulla semplicità di utilizzo. Da quando è stato rilasciato, nel 1995, ha guadagnato sempre più l’attenzione degli sviluppatori. Nel 2019 è risultato uno dei linguaggi di programmazione più adottati nello repository caricate su GitHub.

La sua versatilità, la velocità di sviluppo di applicazioni Web con il framework Ruby on Rails e la sua eleganza ne hanno decretato il successo. Ben fatto!

#9 Go

Uno dei (tantissimi) linguaggi supportati e sviluppati da Google è Go, anche conosciuto come GoLang. Proprio come Ruby, Go è open source e punta allo sviluppo di software semplice, efficiente e, soprattutto, affidabile.

Realizza appieno il paradigma della programmazione concorrente e, inoltre, offre dei tempi di compilazione particolarmente contenuti anche su hardware non top di gamma. Per di più gestisce autonomamente la memoria, con un ottimo sistema di garbage collection: anche Google ha fatto centro.

#8 C#

C# è l’avversario di Java. Proprio come quest’ultimo, i suoi punti di forza sono la velocità, l’affidabilità, la versatilità e a portabilità. “Scrivi una volta ed esegui dovunque” – questa è la sua filosofia. Grazie ad un ottimo supporto da parte di Microsoft, che lo sviluppa e lo continua ad aggiornare, permette di realizzare software e applicazioni per smartphone (con Xamarin) così come software Enterprise backend. Insomma, è un tuttofare.

#7 Java

Java è – e rimane – un caposaldo della programmazione. Gode di un ampissimo “parco sviluppatori”, che lo sfruttano quotidianamente. È utilizzato per lo sviluppo di software di livello Enterprise (esiste, infatti, la versione Enterprise Edition, denominata EE), in particolare backend.

La sua versatilità, la sua affidabilità e la grandissima disponibilità di framework (come Spring) lo rendono la scelta ideale per tantissimi progetti, nonostante la verbosità.

#6 PHP

PHP non si fa da parte nemmeno quest’anno: la sua importanza, nonostante gli anni che passano, rimane costante. Gran parte dei siti Internet che utilizziamo tutti i giorni “funzionano” grazie a PHP: uno sviluppatore Web non può non conoscerlo, almeno a livello base.

Certo, è un linguaggio di scripting ma, nonostante questo, l’ultima major release (la 7) ne ha incrementato notevolmente le prestazioni e la sicurezza. Insomma, è un ottimo strumento per la realizzazione di servizi Web.

#5 Scala/Kotlin

Uno degli ambiti in cui Java viene utilizzato maggiormente, oltre che per il software backend, è lo sviluppo di applicazioni per Android. Tuttavia, come ti dicevo, è anche verboso: non tutti ne apprezzano questa caratteristica e alcuni lo trovano “scomodo”.

Ecco, quindi, che sono nate alcune alternative – su tutte Scala e Kotlin – che permettono di scrivere codice in maniera più semplice, efficiente e concisa, pur preservando la compatibilità con la Java Virtual Machine (JVM). Grazie a questa loro peculiarità, l’utilizzatore non noterà alcuna differenza rispetto all’utilizzo di programmi scritti in Java.

#4 Swift

Il linguaggio per antonomasia se ci addentriamo nel mondo Apple, che l’ha ideato e sviluppato. Le sue prestazioni, in costante miglioramento, e la sua semplicità, che punta a farlo assomigliare a un testo scritto in linguaggio naturale, lo rendono lo strumento ideale per lo sviluppo su iPhone, iPad, Apple Watch, Apple TV e Mac.

A seguito dell’ultima WWDC (WorldWide Developer Conference), tenutasi a giugno 2019, inoltre, può contare su un nuovo alleato: SwiftUI. Grazie a questo nuovo e potente framework, adesso lo sviluppo dell’interfaccia grafica (UI) è ancora più semplice e immediato: il codice e gli elementi visivi sono un tutt’uno. Non solo: adesso è di gran lunga più facile portare un applicazione di iPhone su iPad (e viceversa).

#3 JavaScript

Il re del Web negli ultimi anni ha catturato anche gli sviluppatori backend. Grazie al runtime Node.js, che si basa sul motore JavaScript V8 di Google Chrome, è possibile eseguirlo anche lato server. Se affiancato da TypeScript – un suo super-set che, compilato, genera codice Javascript – lo sviluppo di software diventa velocissimo.

#2 Python

È uno dei linguaggi più semplici ed efficaci. Il suo livello di astrazione è tale che il programmatore può concentrarsi sul “cosa” fare e non più sul “come”. Si utilizza, principalmente, per lo sviluppo Web in accoppiata a framework come Django o Flask. Ciononostante, di recente ha preso piede anche nella ricerca scientifica.

L’alta integrazione con il C, che è estremamente prestante, ha permesso la realizzazione di librerie di Machine Learning sofisticate, che forniscono al programmatore un’interfaccia semplice verso l’analisi di grandi quantitativi di dati.

#1 C/C++

Il primo posto se lo aggiudicano due “veterani” dello sviluppo software: C e C++. Nonostante l’età, rivestono, ad oggi, un ruolo fondamentale. Il loro relativamente basso livello di astrazione gli dona, se ben padroneggiati, prestazioni inarrivabili da quasi qualsiasi linguaggio – ad eccezione di Assembly, ovviamente!

Sono utilizzati in pressoché ogni ambito: dalla programmazione di sistemi embedded alla realizzazione di servizi per l’IoT (Internet of Things), fino ai sistemi operativi. In breve, possono fare qualsiasi cosa tu desideri. Non sono sempre la scelta più adatta, ovviamente, ma la loro versatilità e la loro potenza ne hanno decretato il successo.