La Crew Dragon di SpaceX è nello Spazio

Il lancio della Crew Dragon ad opera di SpaceX – fondata da Elon Musk – è andato a buon fine. Dopo essere stato rimandato mercoledì 27 maggio a causa di condizioni meteo avverse, sabato 30 maggio 2020, alle ore 21:22:45 italiane, è stato lanciato con successo.

La missione è di grande importanza storica per almeno due aspetti:

  • ha portato nello Spazio gli astronauti Americani senza l’aiuto del programma spaziale di altre Nazioni, dopo nove anni. L’ultimo lancio con equipaggio degli Stati Uniti, infatti, è stato eseguito nel 2011;
  • ha aperto le porte ad un nuovo periodo di esplorazione spaziale. La compagnia del visionario Musk è riuscita a sviluppare, in diciotto anni, un sistema di razzi quasi completamente riutilizzabile. Quest’innovativa soluzione permetterà di abbattere il costo dei lanci spaziali, consentendo al tempo stesso di aumentarne la frequenza e la portata.

Perché è stato rimandato il lancio del 27 maggio?

Il 27 maggio 2020 il lancio della Crew Dragon di SpaceX è stato rimandato, a causa di condizioni meteorologiche sfavorevoli. La finestra di lancio per permettere al razzo di completare la sua “missione” era davvero ristretta, appena pochi secondi.

Oltre alle condizioni atmosferiche locali alla zona del lancio, infatti, gli ingegneri di SpaceX e NASA hanno dovuto tenere in considerazione i moti dell’Oceano, nel quale la nave “Of Course i Still Love You” (letteralmente: “ovviamente ti amo ancora”) si è dovuta posizionare per recuperare il primo stadio del razzo.

Proprio per questo motivo, a soli diciassette minuti dal programmato lift off del 27 maggio è stato annunciato il cosiddetto no go, il blocco del lancio.

Sono state poi annunciate le nuove finestre di lancio: il 30 e il 31 maggio 2020. Dopo una lunga preparazione – cui è corrisposta un’altrettanto lunga attesa di milioni di spettatori -, sabato 30 maggio la Crew Dragon è riuscita ad entrare in orbita pochi minuti dopo il lancio delle ore 21:22 italiane.

E in futuro?

Questo lancio ha aperto le porte ad un nuovo modo di raggiungere ed esplorare l’Universo. Non è ancora certo cosa accadrà in futuro, ma la missione ha dato un grande impulso alla ripresa della corsa allo spazio degli USA.

Non solo: un giorno, forse, potremmo spostarci da un punto all’altro del nostro Pianeta in pochi minuti utilizzando proprio una versione migliorata e ancor più avanzata del razzo. Insomma, potrebbe diventare un nuovissimo mezzo di trasporto, in grado di cambiare profondamente il modo in cui concepiamo le dimensioni del nostro Pianeta e, non ultimo, la nostra vita.