7 cose che non devi dire ad un programmatore (per nessun motivo)

Style (rubrica)
Style (rubrica)

Tutti i programmatori, quelle strane figure che si occupano di ideare, progettare e realizzare il software, sono accomunati da anni di studio e di pratica. C’è chi li definisce organismi in grado di convertire la caffeina in codice. C’è chi crede che siano degli esseri soprannaturali. Non molti, però, conoscono le sette cose che non devi dire ad un programmatore.

Se ne hai mai conosciuto uno, probabilmente avrai notato come sia una persona normalissima: mangia, beve, respira e, proprio come te, ha degli hobby. Gli sviluppatori, tuttavia, vengono spesso considerati dei tuttologi – anche se non lo sono. Certamente, devono avere un’ampia cultura generale per risolvere i problemi; ma, non per questo, sanno necessariamente tutto.

Ai coder, però, solitamente piace molto comprendere il perché e il come delle cose – in particolare del software sviluppato da altri “colleghi”. Ciononostante, come ti stavo dicendo, ci sono alcune frasi che non gradiscono: ecco le sette cose che non devi dire ad un programmatore.

#1 Non mi sembra che tu stia programmando!

Quesa è una considerazione tanto giusta quanto insolente nei loro confronti. A dispetto del loro nome, infatti, i programmatori non programmano tutto il tempo. Anzi, al contrario, trascorrono diverse ore a progettare – anche su carta – le applicazioni.

Quasi tutti i software moderni hanno bisogno di una miriade di servizi: l’accesso ai dati memorizzati nei cosiddetti database, l’utilizzo di API connettendosi a server remoti, ecc. L’intera infrastruttura, perciò, deve essere accuratamente progettata, affinché sia durevole nel tempo. Ecco quindi che uno sviluppatore, in realtà, non scrive codice per tutto il giorno.

#2 Non ascoltare la musica, ti sconcentra!

Ebbene, per quanto tu possa credere che la musica faccia perdere la concentrazione, molti coder la adorano: è un elemento fondamentale per migliorare la loro produttività.

I generi prediletti, ovviamente, non sono rock, heavy metal e simili; al contrario, spesso gli sviluppatori ascoltano volentieri suoni ambientali e musica classica, rilassante. E l’efficienza aumenta esponenzialmente.

#3 Puoi aggiustarmi il computer?

La domanda che più di tutte fa arrabbiare un programmatore è proprio questa. Un programmatore è un esperto del software: il suo compito è descrivere procedure, individuare strategie risolutive, comporre programmi, riga di codice dopo riga di codice.

Uno sviluppatore, quindi, non conosce necessariamente l’hardware: per quanto sappia come funziona – almeno a grandi linee -, non è un esperto né in campo elettronico né di sistemi operativi. Queste due categorie di specializzazione sono affidate, rispettivamente, agli ingegneri elettronici e ai sistemisti.

#4 Non sembra così difficile, o no?

Esattamente. O forse no: come ti stavo dicendo, un programmatore non deve solo scrivere codice. Deve, prima di tutto, ideare: questo è uno degli aspetti cruciali nella realizzazione del software.

Un’applicazione adeguatamente disegnata, infatti, è nettamente migliore di una realizzata “a fortuna”: soprattutto sul lungo periodo le differenti scelte progettuali fanno la differenza. Quindi, in conclusione, la risposta è negativa: è difficile.

#5 Quanto manca?

Numerosi developer sono accomunati da una caratteristica così frequente da essere diventata una loro peculiarità: sono soliti calcolare male i tempi. Questo, però, non è dovuto alla loro incompetenza; al contrario, forti della loro bravura, creatività ed esperienza preventivano correttamente i tempi.

Il punto debole di questo calcolo delle tempistiche, però, è che non tiene in considerazione gli imprevisti – che sicuramente ci saranno. Un software moderno, infatti, non è realizzato da un solo sviluppatore; al contrario, fa uso di numerose librerie di terze parti – decine, se non centinaia.

Tuttavia, per quanto sia (relativamente) semplice adottare una libreria, la sua integrazione all’interno del progetto, che si appoggia a numerosi altri pacchetti, può essere problematica.

#6 So programmare un po’: pensavo che potessi…

Assolutamente no! Il programmatore deve essere libero di sviluppare il software che gli hai commissionato come preferisce: d’altro canto, è lui che deve progettarlo, realizzarlo e mantenerlo.

Condizionare le sue scelte, quindi, è uno dei modi peggiori (o migliori, dipende dal tuo punto di vista) per farlo arrabbiare: l’unico risultato che ottieni è la dilatazione dei tempi. E dei costi. I developer sono professionisti, perciò devi fidarti delle loro scelte.

#7 Puoi installarmi il sistema operativo?

Anche in questo caso, hai toccato un tasto dolente. Uno sviluppatore software, in quanto tale, non è necessariamente un conoscitore dei sistemi operativi. E, per quanto sia facile installarne uno (sia esso Windows, Fedora, CentOS o Raspbian), è compito dei sistemisti. Che, inoltre, sono qualificati proprio per configurarli nel migliore dei modi.

Conclusione

Queste, quindi, erano le sette cose che non devi dire ad un programmatore. Si tratta, ovviamente, di domande ed affermazioni stereotipate, che si collegano all’idea comune dello sviluppatore.

Proprio per questo devi considerare questa lista come un’insieme di luoghi comuni divertenti sui coder, senza prenderla troppo sul serio. D’altro canto, tutti – anche i programmatori – sono degli esseri umani. E, proprio come chiunque altro, hanno i loro pregi e i loro difetti.

Marco Garosi 91 Articoli
Sono un informatico, appassionato di programmazione e progettazione di sistemi.