Il vecchio e il mare – Analisi approfondita

Il vecchio e il mare

Uno dei capolavori che la Letteratura ci ha donato è il “Il vecchio e il mare”, scritto da Ernest Hemingway e pubblicato nel 1952. La storia che narra, l’ambientazione e le molteplici metafore ne fanno un vero e proprio must-read book adatto a tutti. Quella che segue, quindi, è l’analisi de “Il vecchio e il mare”.

Attenzione! Potresti incappare in qualche spoiler!

Ti auguro una buona lettura.

Il libro è stato scritto da Ernest Hemingway e pubblicato per la prima volta nel 1952 con il titolo “The old man and the sea”, tradotto (letteralmente) in “Il vecchio e il mare”. Un titolo forte e che al contempo lascia molti interrogativi nella mente di chi deve ancora leggere il testo. Mantiene, per così dire, lo stile dell’incipit: entrambi lasciano molte perplessità nel lettore e fanno sorgere in lui tante domande, che riceveranno risposta soltanto una volta terminata la lettura del brano.

Questa è molto probabilmente una scelta voluta dall’autore, per attirare ancor di più l’attenzione su quello che è uno dei suoi maggiori capolavori. Il titolo lascia parecchi dubbi ma al tempo stesso fornisce il concetto chiave dell’opera stessa: in cinque parole, con una frase nominale, l’autore comunica di cosa parla il volume e, contemporaneamente, “costringe” il lettore a porsi una miriade di interrogativi.

Una veloce analisi

Aprendo la prima pagina, poi, si trova subito una voce narrante: sembra di aver aperto la pagina sbagliata, ma anche ricontrollando ci si accorge che è quella giusta. Come è accaduto con il titolo, cominciano a sorgere subito nuovi quesiti: “Chi è quel ragazzo?”.

Non si tratta di un errore dell’autore, anzi, è la sua volontà di inserire un incipit in medias res, ovvero un incipit che catapulta chi legge direttamente nel mezzo del racconto. Questo crea un senso di scombussolamento generale che si risolverà solamente dopo la lettura del libro, dopo averne metabolizzato il significato.

Un incipit difficile da realizzare ma al contempo molto, molto, efficace. Ma quello che più colpisce di questo romanzo non è affatto il titolo e nemmeno l’incipit. Quello che veramente colpisce di questo tomo è la capacità del narratore di prendere per mano il lettore, accompagnarlo “dall’alto” nella vicenda, da quando il vecchio torna a casa la prima notte a quando riparte e naviga in mare per alcuni giorni, e farlo continuamente “scendere” al fianco del protagonista indiscusso, Santiago, che in un dialogo tra sé e sé, comunica con chi sta leggendo.

Il narratore, infatti, non è sempre lo stesso, ma si alterna con ritmi velocissimi tra quello di primo grado (che parla l’incipit) e quello di secondo grado (Santiago stesso). Questo veloce susseguirsi di scambi crea inizialmente un leggero senso di disorientamento, ma al tempo stesso rende partecipe il lettore, facendogli sia sentire le emozioni del vecchio (e quello che pensa) sia quello che dice a voce alta.

Bastano infatti pochissime pagine per capire che è affezionato a Manolin, il ragazzo cui ha insegnato a pescare, ma anche per comprende che ama il baseball e non ha molti soldi, accontentandosi di quello che possiede.

Ritiene i pesci suoi fratelli e, anche quando uccide il Marlin dopo giorni di battaglia, lo nomina come un “valoroso combattente” che non si meritava la morte. È anche, per certi versi, superstizioso: questa sua sfaccettatura, nascosta per la maggior parte del brano, appare evidente quando lui afferma di pensare alcune cose ma di non dirle perché poi non succedono.

Il titolo

Il titolo del brano, ti stavo dicendo, è “Il vecchio e il mare” – originariamente “The old man and the sea”. È un titolo che genera alcuni interrogativi nel lettore, facendolo pensare a più non posso. Fino alla fine del testo non è veramente interpretabile, poiché gli elementi interpretativi vengono dati poco a poco.

Racchiude tutto ciò di cui parlerà il brano, ma al tempo stesso non fornisce informazioni precise. E così, finchè Santiago non farà ritorno al villaggio, il titolo avrà solo parziale senso. Indica proprio l’avventura del vecchio contro un Marlin, un pesce enorme; combattono per ben tre giorni e due notti, trasportandolo nell’Oceano per chilometri e chilometri.

Questa sua forza di volontà è alla base del libro, che si fonda (anche) su di essa: sia l’uomo che il pesce sono assai determinati e l’unico particolare che porterà Santiago alla vittoria è l’astuzia.

Analizzando più nello specifico il titolo: “Il vecchio” indica il personaggio principale, Santiago; “Il mare” indica il principale nemico (ma anche amico) di Santiago, che gli fa perdere molto, ma al tempo stesso lo fa sentir bene.

L’incipit

In questa sua opera, Ernest Hemingway ha deciso di far cominciare la vicenda con un incipit in medias res, ovvero un incipit che fa entrare il lettore nel bel mezzo del racconto. Riesce a far arrivare chi legge “dall’alto”, calandolo direttamente dinanzi a quello che sta accadendo. E, senza che si faccia in tempo a rendersene conto, la descrizione del vecchio comincia.

Le prime sensazioni travolgono il lettore sin dalle prime righe, dove la tristezza e la misericordia per un vecchio affiorano nella mente di chi si sta dedicando alla lettura. Ma, poi, un senso di felicità copre tutto ciò che c’è di negativo, quando si reca alla terrazza insieme a Manolin.

La fabula e l’intreccio

La fabula non è particolarmente sfasata rispetto all’intreccio. Quello che accade viene raccontato “live”, nel momento in cui accade. Non si hanno salti temporali, tranne un’eccezione: è presente un’analessi in cui il protagonista ricorda a sé stesso un episodio passato. Rammenta di quando resistette un giorno contro un’altra persona a braccio di ferro e, con la sua determinazione, riuscì a vincere.

In tutte le altre occasioni fabula e intreccio non sono sfasate. Si crea in questo modo un senso di continuità logico-temporale che fa sì che la lettura sia molto piacevole e non richieda particolari sforzi di comprensione.

Le macrosequenze

Il libro è divisibile in tre macrosequenze ben definite:

  1. La prima macrosequenza, che corrisponde alle prime pagine, parla di Santiago e di Manolin, un ragazzo con cui spesso andava a pescare. Racconta di come vivevano, delle loro passioni e delle loro ragioni di vita, spesso rappresentate dalla pesca.
    Si legge poi del villaggio in cui abitavano e delle scarse condizioni della capanna del vecchio, che, però, la trova un appartamento di lusso.
  2. La seconda macrosequenza, la più lunga, tratta del viaggio di Santiago nell’Oceano. Questa parte comprende circa tre quinti del libro. Narra dettagliatamente tutto ciò che fa, sia di giorno che di notte, di come sopravvive, dei suoi pensieri e dei suoi stati d’animo.
  3. La terza macrosequenza racconta del ritorno al villaggio di Santiago. Si comprende come il Marlin sia stato divorato dagli squali e come Santiago sia stremato e, per certi versi, triste. È notte quando giunge alla sua capanna; dorme per un bel po’, fino al risveglio da parte di Manolin.

Il desiderio

Come accade in numerosi racconti, il protagonista è alla ricerca di un oggetto del desiderio, che lo possa rendere felice. In questo caso, dopo ottantaquattro giorni in cui il vecchio non ha pescato niente, il suo desiderio è di trovare un bel pesce che gli può garantire un buon profitto.

Quando parte alla volta dell’avventura, il suo oggetto del desiderio muta leggermente: vuole catturare un Marlin. Con il tempo, tuttavia, il suo più grande desiderio è di fare ritorno a casa con la preda, dopo tre giorni di lotta.

Sulla via del ritorno, però, gli squali cominciano a staccare dei brandelli dal suo Marlin, ormai morto. Giunto a questo punto della sua avventura, vuole solo tornare al villaggio con almeno una parte del pesce.

Chi sono i personaggi?

Parte fondamentale di ogni romanzo sono i personaggi: sono coloro che compiono le azioni e che contribuiscono allo svolgersi della storia.

I protagonisti

I protagonisti del racconto sono:

  • Santiago, detto anche “il vecchio”, che va alla ricerca di un gran pesce. È un uomo anziano, come dimostrano il suo soprannome e il suo viso, solcato dalle rughe profonde. Lui, però, si sente ancora un ragazzo, forte e pronto a combattere come un tempo. Lo dimostra mentre battaglia contro il Marlin: pur di non lasciarlo scappare sopporta il suo peso sulle spalle per giorni. Si è tagliato più volte le mani a causa della lenza, ma ha saputo resistere.
    È anche una persona che vede nel proprio nemico un fratello. Mentre, da un lato, vuole uccidere il Marlin, dall’altro vorrebbe poterlo risparmiare: il pesce rappresenta il vecchio stesso. L’unica cosa che li divide è la vera astuzia del vecchio . Santiago non è un uomo ricco né, tantomeno, benestante: ha solo l’affetto di Manolin, una barca e una capanna. È anche superstizioso: come ti ho accennato poco fa, lui non dice ciò che vorrebbe che accadesse perché, a parer suo, poi non succede.
    Per questo motivo gran parte del testo è basata su ciò che pensa e non su ciò che dice. La sua presentazione è mista: è diretta, all’inizio del testo, ma molti particolari e sfumature su di lui, soprattutto per quanto concerne la sua caratterizzazione, sono disseminati nel testo.
    È un personaggio dinamico, che muta durante il racconto: inizialmente convinto di poter affrontare la natura senza problemi, si rende poi conto della solitudine in cui è e della difficoltà cui va incontro. Anche il suo comportamento cambia: da essere molto energico (prima di partire) diventa stanco per il viaggio fatto (al ritorno).
  • Manolin è il personaggio, per certi versi, aiutante di Santiago. Sebbene non sia con lui durante il viaggio, gli porta compagnia nella sua mente e, quando il vecchio è al villaggio, il ragazzo è davvero affettuoso nei suoi confronti.
    Non si hanno, su di lui, tutte le informazioni che si hanno su Santiago. Ciononostante, si possono trovare diversi “indizi” nel testo.
    È un personaggio statico: il suo carattere rimane costante in tutte le sequenze in cui appare.

Gli antagonisti

L’unico antagonista, all’interno della finzione narrativa, è il Marlin che Santiago vuole catturare. Sembra quasi che il maestoso pesce sia l’alter-ego marino del vecchio. È forte e resistente e combatte fino all’ultimo per ciò che ritiene importante.

È dotato, proprio come il vecchio, di una grande forza di volontà. Come Santiago, inoltre, punta tutto sull’esperienza e sulla resistenza, cadendo vittima dell’astuzia umana. Il protagonista lo considera sia come un nemico da sconfiggere che come un fratello: gli dispiace doverlo uccidere.

È molto grande (mezzo metro più dell’imbarcazione del vecchio) e pesante. Ha pinne pettorali molto potenti e un gran vigore, che gli permettono di continuare a nuotare senza fermarsi per ben tre giorni.

È un personaggio dinamico: il suo comportamento muta nel corso del racconto. Da essere particolarmente energico appena catturato, finisce con il cedere alla volontà dell’uomo, esaurendo tutte le sue forze.

L’ambientazione

Il racconto trattato nel libro è ambientato a Cuba. Più precisamente:

  • In un villaggio cubano di pescatori, presente nella prima e nell’ultima parte del racconto. Non è particolarmente esteso ed è situato su un promontorio che cala fino alla spiaggia. Ci sono un porto e le capanne, in cui vivono i pescatori. Quella di Santiago dispone di un letto, ma non di coperte: il vecchio utilizza i giornali sia come cuscino sia come coperta stessa.
    Il villaggio, poi, ha al suo interno un luogo molto frequentato dagli abitanti: la Terrazza, un bar che si trova vicino al porto e che serve sia pietanze che acqua e birra. È accogliente e diversi pescatori, a fine giornata, vi si recano.
  • L’ambientazione nella quale si svolge la maggior parte del racconto è il mare aperto, più precisamente l’oceano. Da quando il vecchio parte (seconda macrosequenza) a quando torna (prima parte della terza macrosequenza), l’azione si svolge proprio lì.
    È descritto dai pensieri e dalle parole di Santiago: si hanno, in questo modo, informazioni tanto soggettive e filtrate quanto preziose. È particolarmente esteso e, dopo una prima parte di viaggio, non si vedono coste da nessun lato. Il clima è diverso da quello del villaggio: c’è sempre il sole, con qualche rannuvolamento. I venti condizionano le onde e l’andatura dell’imbarcazione.
    Di notte si vedono delle “lucine” al suo interno: sono le alghe che contiene. Per la maggior parte del tempo è placido.
    L’ambientazione in questo libro spaziale è molto importante perché ha più funzioni:
    • Funzione narrativa, in quanto contribuisce allo sviluppo della storia.
    • Funzione simbolica, perché rappresenta un ideale del protagonista. Simboleggia, per lui, la libertà e al tempo stesso la prigionia: può rilassarsi, vedere cose magnifiche e combattere contro pesci maestosi; tuttavia, proprio il combattere contro quegli esseri che vivono in mare, è la sua rovina. Anche il solo Marlin è come un carcere che lo costringe a restare con poche vivande in mezzo ad un deserto acquatico.
    • Lo spazio crea così l’atmosfera, dando al lettore le medesime sensazioni di Santiago.

Quando si svolge la narrazione?

La narrazione si svolge in un tempo non precisato dall’autore, che non fornisce date esatte. Sappiamo solamente che Santiago non pesca un pesce da ottantaquattro giorni.

Le vicende sono narrate con verbi al presente; tuttavia, di tanto in tanto, il racconto viene interrotto dai flashback, riferiti al passato. È presente, inoltre, un’analessi in cui il vecchio fa riaffiorare dei ricordi, per darsi la forza di continuare il suo viaggio.

Ricorda di quando stava giocando a braccio di ferro con un africano e resistettero entrambi un giorno, senza cedere, con persone che scommettevano e che andavano e tornavano per vedere chi stesse vincendo. Santiago riuscì a vincere, migliorando così la propria autostima.

Il brano presenta un tempo della narrazione molto simile al tempo della storia: ciò che accade realmente è raccontato nel momento stesso in cui avviene. Non c’è un ritmo velocizzato, se non in alcuni piccoli passaggi nei quali sono presenti ellissi (ad esempio, mentre il vecchio dorme).

Ci sono, infine, le descrizioni, che rallentano il ritmo della narrazione; sono tuttavia integrate a sequenze dinamiche, creando una mutazione logico-cronologica quasi impercettibile.

Il narratore

Il narratore, come ti ho accennato in fase di apertura, è interno. Coincide, per la maggior parte del racconto, con Santiago, ma in alcune occasioni è un’entità a parte.

  • Nella prima macrosequenza, non corrisponde ad alcun dei personaggi: racconta la vicenda senza prenderne il punto di vista, tranne quando ne riporta i dialoghi.
  • Nella seconda macrosequenza corrisponde quasi sempre al vecchio, perché sono riportati i suoi pensieri e tutto ciò che dice.
  • Nella terza macrosequenza si ripresenta come nella prima, diviso, cioè, dai personaggi.

La focalizzazione, quindi, è interna. Il narratore è onnisciente, poiché conosce i pensieri dei personaggi – anche se, spesso, tenta di nasconderlo.

Quando assume il punto di vista del vecchio i dialoghi non sono riportati sempre alla stessa maniera:

  • In alcuni casi utilizza il discorso diretto legato (come quando conversa con Manolin).
  • Molto spesso sfrutta il discorso indiretto, sia libero che legato; solitamente adotta prima il legato e poi il libero, per far capire il cambio di visuale
  • Di rado, invece, preferisce il monologo interiore oppure il soliloquio.

Il narratore ha un linguaggio semplice e naturale (proprio perché a parlare è Santiago, per la maggior parte del racconto); questo conferisce al testo un’impostazione dinamica, rendendolo più scorrevole. Il registro linguistico è perciò un misto tra medio e informale: il primo è utilizzato dal narratore vero e proprio, il secondo quando prende punti di vista differenti. I termini che adopera sono quasi sempre usati con la loro funzione denotativa, ovvero con il loro significato principale.

Il messaggio dell’autore

Come ogni testo, anche questo non scappa dagli schemi: ha un tema, dei sottotemi e un messaggio che l’autore vuole comunicare. Il tema principale è, ovviamente, la pesca, che presenta numerosissime variazioni che ne rivelano le sfumature più inaspettate:

  • Il primo sottotema è l’amicizia: in primis quella tra Santiago e Manolin, ma anche quella che si instaura tra il vecchio e il Marlin.
  • Il secondo sottotema è quello della forza di volontà: è un motivo ricorrente e riguarda sia l’uomo che il pesce. Entrambi ne hanno molta e Santiago, grazie al flashback, accresce ancor di più la sua.
  • Il terzo sottotema è quello della natura: l’uomo è sì più furbo e intelligente degli altri animali, ma la natura è più forte di lui e, in un modo o nell’altro, può portare alla rovina. Santiago non la rispetta totalmente – cercando in tutti i modi di uccidere il pesce e riuscendoci solo grazie all’inganno – e, per “punizione”, la natura gli fa divorare il Marlin dagli squali.
  • Un ultimo sottotema è il baseball, passione di Santiago e Manolin, sfruttato come un espediente per far sapere a cosa pensa il vecchio.

Hemingway, con quest’opera, vuole mandare un messaggio importante: amare il nostro mondo, impiegare ciò che la natura ci mette a disposizione ma, contemporaneamente, non abusarne. In questo modo si può vivere in armonia e serenità.

L’autore vuole anche far comprendere l’importanza dell’amicizia: nonostante le difficoltà, gli amici si aiutano sempre.

Il più profondo significato de “Il vecchio e il mare”, tuttavia, è l’importanza della perseveranza. Hemingway vuole spingerci a non arrenderci mai, cercando sempre una via secondaria per compiere i nostri piani, seppure nel rispetto del mondo.

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