Chi è stato l’ultimo Imperatore Romano?

Nel 476 d.C. l’Impero Romano d’Occidente cadde definitivamente sotto le pressioni esercitate dai barbari. Questo, almeno, è quello che leggiamo sulla maggior parte dei libri di Storia. Ciononostante, la realtà è molto più complessa della sua classica rappresentazione; gli eventi che causarono la deposizione dell’ultimo Imperatore Romano altro non furono che il risultato di secoli di problematiche accumulate.

476 d.C. è l’anno che, comunemente, usiamo per indicare la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Tuttavia, come ti stavo dicendo, lo sgretolamento di questa parte dell’Impero fu un processo alquanto lungo e complesso. Non accadde dall’oggi al domani, in modo repentino.

L’ultimo Imperatore

Il numero 476, però, non è stato scelto a caso: proprio quell’anno, infatti, Odoacreil generale della tribù barbara degli Unni o degli sciridepose l’ultimo Imperatore Romano. Dopo decenni di sanguinose e violente battaglie, i barbari (termine che indica, in realtà, le popolazioni germaniche in generale) riuscirono a prendere Roma.

Fu così, quindi, che Odoacre estromise il potere a Flavio Romolo Augusto, noto più semplicemente come Romolo Augustolo (“il piccolo Augusto”). Flavius Romulus Augustulus nacque nel 461 d.C. e divenne imperatore nel 475 d.C..

Il padre, Flavio Oreste, era originario della Pannonia Savia, una provincia romana fondata da Diocleziano. La madre Flavia Serena, invece, era di stirpe romana. L’Imperatore d’Occidente, a quel tempo, era Giulio Nepote.

Ebbene, Nepote revocò al gallo-romano Ecdicio la carica di magister militum praesentalis d’Occidente, nominando al suo posto proprio Oreste. Il padre di Romolo, in breve, era diventato il Generale di più alto livello – il “capo supremo” – dell’intero esercito della parte Occidentale dell’Impero.

Oreste, dopo aver guadagnato il supporto dell’esercito, si allontanò da Roma per dirigersi a Ravenna (era il 28 agosto del 475): costrinse Nepote, incapace di resistergli, a fuggire. Aveva spodestato l’Imperatore Romano. Circa due mesi dopo l’atto di ribellione nominò suo figlio, Romolo per l’appunto, Imperatore.

Romolo aveva, a quel tempo, solo 12/14 anni: era ancora un ragazzo. Malgrado ciò, potè assurgere al trono Imperiale grazie alle origini della madre, Flavia, che era romana. La mossa, particolarmente strategica, può apparire insensata. Non dobbiamo dimenticare, però, che Oreste mise in scena tutto questo “spettacolo” per poter assumere l’effettivo potere.

Un gioco di potere

Romolo, infatti, era troppo giovane per potersi assumere delle responsabilità così grandi. Il padre, quindi, deteneva concretamente il comando, mentre il figlio fungeva da mero fantoccio.

Qualcosa, però, andò storto: nel 476 alcune tribù barbariche chiesero di avere dei possedimenti in Italia. Oreste, malgrado la richiesta “pacifica”, non volle saperne di concederli. Odoacre si pose così alla guida delle tribù in rivolta: rincorsero Oreste fino a Pavia, dove si era nascosto confidando nelle fortificazioni della città; lo catturarono e, dopo averlo trasportato a Piacenza, lo uccisero.

E Romolo?

Quanto accadde successivamente a Romolo non è certo. Alcune fonti affermano che Odoacre l’abbia risparmiato, in forza della sua età: dopotutto, era solo un ragazzo. Probabilmente venne esiliato nel Castel dell’Ovo (Castellum Lucullanum) di Napoli, con un vitalizio di seimila soldi all’anno – che corrispondevano al guadagno dei più importanti Senatori. Il vero susseguirsi degli eventi, tuttavia, è ancora incerto.

Il libro “L’ultima legione” di Valerio Massimo Manfredi narra proprio questa storia, approfondendone in dettaglio molteplici aspetti. Si tratta, in realtà, di un romanzo: diversi elementi sono frutto dell’autore e non è detto che rispecchino fedelmente gli eventi storici. Le basi, tuttavia, sono realistiche: leggerlo è un valido aiuto alla comprensione di come l’Impero Romano d’Occidente sia caduto. Leggerlo può aiutarti a comprendere meglio l’ultimo Imperatore Romano.

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