Cos’è Bootstrap?

Se sei uno sviluppatore software, con buona probabilità lo hai sentito nominare almeno una volta. Se sei un internauta, quasi certamente l’hai visto – anche senza saperlo. Bootstrap, infatti, è un’enorme raccolta di strumenti open source utilizzati per creare siti (e applicazioni Web). Ma come si usa? E perché è così diffuso? Ecco spiegato cos’è Bootstrap.

Il Web, come forse sai, si basa su HTML, CSS e JavaScript: qualsiasi sito li usa. Chiunque voglia realizzarne uno completamente personalizzato, perciò, deve occuparsi di scrivere codice. Sia esso HTML per delinearne il contenuto, CSS per tracciarne l’aspetto o JavaScript per permettere l’interazione dell’utente, il programmatore è “costretto” a stendere centinaia, se non migliaia, di righe di codice.

Ecco, proprio qui entra in gioco Bootstrap: dato che diversi elementi sono comuni e si ripetono – pensa, ad esempio, a bottoni, form, ecc. – perché non racchiuderli in un pacchetto e riutilizzarli? Ebbene, proprio questa è l’idea alla base di questo famoso framework: permettere agli sviluppatori di realizzare siti e applicazioni Web di alta qualità in un tempo ridotto. Questi, infatti, non devono più preoccuparsi (o quasi) di numerose aspetti, primi fra tutti la grafica e la user interaction. Insomma, possono dedicarsi completamente alle parti più importanti.

Come si usa?

Integrare Bootstrap in un nuovo progetto è davvero semplice: devi soltanto scaricare il suo sorgente dal portale ufficiale o, in alternativa, sfruttare una CDN. Qual è la differenza? Ebbene, nel primo caso sei tu a fornire ai tuoi utenti il contenuto del pacchetto Bootstrap (vale a dire tutti i file CSS e JavaScript); al contrario, se opti per la seconda soluzione, tutto ciò che serve risiede su dei server remoti. Sostanzialmente, alleggerisci il carico di richieste che devi gestire e, al tempo stesso, fornisci un’esperienza più veloce, poiché se il dispositivo che visita il tuo sito ha già Bootstrap nella propria cache non dovrà scaricarlo nuovamente.

Se, invece, vuoi introdurre Bootstrap in un progetto già esistente, dovrai occuparti di riscrivere parte del codice sorgente. Non per questo, però, devi abbandonare la tua idea prima ancora di iniziare: sul lungo termine potrebbe offrirti numerosi vantaggi, primo fa tutti la facile manutenibilità.

Perché è così diffuso?

La risposta più semplice a questa domanda è: “Perché, semplicemente, funziona!”. Il suo scopo è proprio quello di uniformare tutti i componenti di un’interfaccia Web per renderli riutilizzabili con facilità. Certamente la sua popolarità è stata (ed è tuttora) decretata da diversi fattori, tra i quali:

  • Semplicità di utilizzo: bastano pochissime ore studio per padroneggiarne le funzioni, anche quelle più evolute;
  • Supporto al design responsive: introdotto con la versione 2.0, permette di creare pagine con un layout che si adatta automaticamente al tipo di dispositivo usato. In altre parole, il contenuto visualizzato su uno smartphone è presentato in modo differente rispetto a quello mostrato su un PC;
  • È adatto a realizzare pressoché qualsiasi sito/applicazione Web, grazie alla sua facilità di utilizzo;
  • È completamente gratuito: si tratta di un progetto open source, disponibile all’utilizzo a chiunque lo desideri;
  • Infine, ma non per importanza, ha una documentazione completa, semplice da consultare e tradotta in più lingue. Non solo: presenta degli esempi d’uso pratico per rendere la comprensione ancora più agevole.

Ci sono alternative?

Certamente! Puoi trovare diverse alternative a Bootstrap, prime fra tutte UIKit, W3.CSS e Foundation, ma la flessibilità offerta da questo framework – unitamente alla sua grandissima diffusione – ne fanno un’ottima scelta, capace di farti ottenere praticamente ogni risultato. Insomma, semplicità, adattabilità e completezza sono la sua essenza.